Roma, 15 maggio: Coltiviamo la città – Progetto Pilota in Tangenziale

14 maggio 2014 at 13:54

Nuovi Paesaggi Urbani sostiene Coltiviamo la città – Progetto Pilota in Tangenziale
Roma, 15 maggio ore 18-20
Sala della Parrocchia di Santa Francesca Cabrini
Piazza Massa Carrara, 15 – 00162

Durante l’incontro verrà letto un contributo di Nicolò Bassetti

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La sostenibilità è nel cuore di Roma con il Progetto Pilota di Coltiviamo la città, che sarà illustrato nell’incontro di giovedì 15 maggio, organizzato per rispondere alla domanda di informazione della cittadinanza. Il Progetto Pilota ha l’obiettivo di trasformare il tratto di Tangenziale dismessa dalla Batteria Nomentana a Stazione Tiburtina in un giardino agronomico di nuova generazione, di 2 km di lunghezza per 20 metri di larghezza.

Nato nel II Municipio (ex III), Coltiviamo la città è il primo intervento previsto in riferimento all’adesione del Comune di Roma all’Agenda 21 della “Carta di Aalborg”. Il progetto è nato dalla proposta di due Associazioni, RES Ricerca Educazione Scienza e Coltiviamo, ed è oggi la risposta romana al tentativo dell’Europa di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell’ambito di Horizon 2020. La presentazione di giovedì 15 maggio offrirà una possibilità di incontro tra le tante realtà cittadine e tecnico-scientifiche presenti sul territorio. L’obiettivo del Progetto Coltiviamo la città, frutto di un lavoro di pianificazione di tre anni delle Associazioni e dello Studio Sartogo Architetti in collaborazione diretta con il Municipio, è intervenire in punti critici del territorio di Roma, nell’ottica di una riqualificazione ambientale in ogni Municipio con il beneficio della massima sinergia.

Punto di partenza è il principio per cui la tutela ambientale è un bene collettivo, su cui i cittadini hanno diritto di prendere decisioni partecipate e condivise, e il primo intervento proposto come Progetto Pilota è il recupero della Tangenziale dismessa in un giardino agronomico. Il giardino è diviso in vari segmenti di lunghezza variabile, da 150 a 300 metri, tra i quali un albero per ogni neonato, il giardino dei meli, i giardini condivisi, didattici e familiari, i vitigni. I vari segmenti sono gestiti da diversi tipi di associazioni, sia prettamente cittadine sia attive in campo scientifico / espositivo / sperimentale, nella promozione / vendita dei prodotti, nella gestione degli eventi.

Esistono numerosi esempi a livello europeo come i Jardins partagés o i Community gardens che forniscono interessanti modelli associativi. Ed esiste ormai un “Regolamento sulla collaborazione tra i cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” redatto da LABSUS – Laboratorio per la sussidiarietà. Per questo il Progetto Pilota prosegue come processo di progettazione organizzato che prevede il coinvolgimento dei cittadini attivi e della comunità locale nella definizione dei problemi, degli obiettivi, degli strumenti e delle azioni per un futuro durevole e sostenibile.

Coltiviamo la città è una strategia che valorizza il rapporto dell’Urbe con l’Agro Romano e la Regione Lazio, con due importanti vantaggi. Il primo è quello di riqualificare, rigenerandolo, lo spazio urbano e la sua qualità di vita. Il secondo è quello di mettere in risalto l’identità forte di una cultura plurimillenaria che ha saputo sviluppare un patrimonio unico al mondo di saperi e sapori grazie al ruolo svolto dall’agricoltura nel preservare la biodiversità e il paesaggio. La proposta rappresenta uno straordinario motore di crescita per la Capitale, sia per la valorizzazione/marketing/commercializzazione dei suoi prodotti attraverso la piattaforma urbana, sia per tutto l’indotto sul territorio, contando anche su una forte sinergia delle eccellenze scientifiche capitoline (in particolare ISPRA, CRA, FRU, PAV, ARSIAL, ENEA, CNR e le Università). A Roma sono presenti anche le principali istituzioni internazionali relative all’agricoltura e all’alimentazione, in particolare FAO, IFAD, WFP.

Segno forte e di continuità visiva nei suoi 2 km, il Progetto si riallaccia alla nobile tradizione del giardino all’italiana, dalla villa romana al giardino medievale e rinascimentale e infine al giardino agronomico nato a villa Pamphili nell’800, di cui è stato adottato il nome che associa la bellezza del mondo organico alla qualità dei suoi prodotti. Il giardino offrirà una sperimentazione innovativa delle tipologie d’intervento, dal monitoraggio ambientale all’uso delle fonti rinnovabili: la partecipazione delle eccellenze in campo scientifico e tecnologico ne farà un parco scientifico di tipo didattico in cui esplorare i fenomeni attraverso l’uso di elementi naturali, secondo le esperienze più all’avanguardia nel mondo in questo campo.

Sarà affrontata la problematica generale di recupero e manutenzione della struttura esistente nonché della sua bonifica. È chiaro che la valorizzazione del mondo della natura all’interno della città storica è un “plus” per la mobilità ecologica: come la pianta, anche il cittadino ha bisogno di respirare il meno possibile inquinanti. Privilegiare un comportamento virtuoso nell’ambito cittadino induce un miglioramento della qualità dell’ambiente e di conseguenza della vita. Ecco perché sono essenziali spazi verdi “protetti” e relativi percorsi pedonali e ciclabili: per diminuire il traffico automobilistico del quartiere e le ‘’strade-parcheggio” e poter privilegiare la godibilità dello spazio urbano. Grazie alla trasposizione, con la Nuova Circonvallazione Interna, del traffico pesante che non graverà più sulla Circonvallazione Nomentana, si sviluppa una nuova viabilità, di cui verranno illustrati i nodi principali (Stazione Tiburtina, ponte Lanciani, Batteria Nomentana).

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